A fine ottobre Moncalvo profuma di tartufo. Per due domeniche la grande piazza Carlo Alberto e i suoi portici si riempiono di banchi, cercatori, commercianti e curiosi: è la Fiera nazionale del tartufo, che ha superato le settanta edizioni ed è uno degli appuntamenti autunnali più sentiti del Monferrato astigiano. Da Tenuta Beatrice a Moncalvo ci sono circa 11 km, un quarto d'ora d'auto.
Una fiera con radici antiche
La compravendita di tartufi a Moncalvo è documentata, secondo le carte del Comune, da circa tre secoli e mezzo. La fiera di oggi ne raccoglie l'eredità. Il paese, del resto, compare nell'elenco regionale dei Comuni vocati alla produzione di tartufo: boschi umidi, pioppi, salici e querce offrono l'ambiente giusto al Tuber magnatum, il tartufo bianco. La raccolta segue un calendario fissato dalla Regione Piemonte, che di recente l'ha fissata dal primo ottobre a fine gennaio: quando arriva la fiera, i cercatori sono al lavoro da qualche settimana.
A organizzarla sono una commissione di volontari, la Pro Loco e il Comune. Negli ultimi anni Moncalvo fa parte anche di un circuito di fiere del tartufo del Monferrato, insieme a Montiglio Monferrato, Montechiaro d'Asti, San Damiano d'Asti e Murisengo, con appuntamenti distribuiti tra ottobre e novembre.
Il concorso: il Tartufo d'Oro e lo Zappino d'Argento
Il cuore della fiera è il concorso. La mattina cercatori e commercianti iscrivono i loro tartufi, sia i pezzi singoli sia i piatti composti da più esemplari. Una giuria li valuta con il naso prima che con la bilancia: conta il profumo, ma contano anche la forma e il peso.
La prima domenica si assegna il Tartufo d'Oro. La seconda tocca al premio più ambito, lo Zappino d'Argento, che prende il nome dal piccolo attrezzo con cui il trifolau scava dopo che il cane ha segnalato il punto: va all'esemplare più pesante e profumato in gara. La premiazione si tiene di solito a fine mattinata.
Cosa si trova in piazza
Intorno al concorso si allarga un'esposizione di oltre un centinaio di banchi, tra piazza Carlo Alberto, i portici e la vicina piazza Garibaldi: tartufi, prodotti del territorio, vino, artigianato. La Pro Loco serve piatti con la grattata di tartufo, e nelle settimane della fiera diversi locali della zona propongono menu dedicati.
Nel corso della giornata ci sono dimostrazioni di ricerca con i cani da tartufo, i tabui, come li chiamano in dialetto. Si vede come lavora il cane: annusa, si ferma, comincia a raspare, e il conduttore lo richiama prima che rovini il tartufo.
La fiera è anche l'occasione per vedere il paese. Spesso ci sono visite guidate alle tele di Guglielmo Caccia e mostre al Teatro Civico e al Museo Civico. Per il resto, la guida al borgo di Moncalvo racconta cosa vedere tra il belvedere e la chiesa di San Francesco.
Consigli per la giornata
- Conviene arrivare in mattinata, per seguire il concorso e girare i banchi con calma.
- La piazza principale è occupata dai banchi: si parcheggia ai margini del paese e si sale a piedi.
- Prima di comprare un tartufo bianco si annusa e si tocca: deve avere un profumo intenso e una consistenza soda. È normale chiedere dove e quando è stato trovato.
- A casa va conservato avvolto nella carta, in frigorifero, e consumato nel giro di pochi giorni: il profumo cala in fretta.
- A fine ottobre le giornate sono corte e le mattine possono essere nebbiose: servono una giacca e scarpe comode.
Chi vuole camminare può partire proprio da piazza Carlo Alberto per il Sentiero del Tartufo, un anello di 8,5 km tra vigne e boschi descritto nella guida alle passeggiate in collina. Il resto della stagione, tra vendemmia e foliage, è raccontato in autunno nel Monferrato.
Ottobre in collina
Da Tenuta Beatrice la fiera di Moncalvo è a un quarto d'ora: mattina in piazza tra i banchi, pomeriggio in collina, sulla terrazza o accanto alla stufa dell'appartamento Giada.