Nel nord-ovest della provincia di Asti c'è un comune che porta nel nome quello di un santo: Castelnuovo Don Bosco. Fino al 1930 si chiamava Castelnuovo d'Asti, poi ha preso il nome del suo figlio più noto. Non è l'unico santo del paese: tra il capoluogo e le sue frazioni sono nati o cresciuti diversi santi dell'Ottocento piemontese, e i luoghi della loro infanzia sono oggi meta di pellegrinaggi.

Un paese, quattro santi

San Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 alla borgata dei Becchi, nella frazione Morialdo, in una cascina dove il padre lavorava come mezzadro. Fondatore dei Salesiani, dedicò la vita ai ragazzi poveri di Torino; è stato proclamato santo nel 1934.

Prima di lui, nel 1811, a Castelnuovo era nato San Giuseppe Cafasso, sacerdote che assisteva i carcerati e i condannati a morte, per questo ricordato come il prete della forca e oggi patrono dei carcerati. Suo nipote, San Giuseppe Allamano, nato in paese nel 1851, fondò i Missionari e le Suore Missionarie della Consolata ed è stato canonizzato il 20 ottobre 2024.

Il quarto, San Domenico Savio, non nacque qui ma a Riva presso Chieri, nel 1842. Visse però da bambino a Morialdo e poi a Mondonio, oggi frazione di Castelnuovo, dove morì nel 1857, a quindici anni non ancora compiuti. Fu allievo di Don Bosco, che lo aveva conosciuto proprio a Morialdo. Da Castelnuovo veniva anche il cardinale Giovanni Cagliero, che nel 1875 guidò in Argentina la prima spedizione missionaria salesiana.

I santi sociali

Don Bosco, Cafasso e Allamano fanno parte dei cosiddetti santi sociali: un gruppo di religiosi e laici vissuti tra Ottocento e Novecento, legati soprattutto a Torino, che si occuparono di poveri, malati, carcerati e giovani senza famiglia. Tra gli altri si ricordano Giuseppe Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo e Francesco Faà di Bruno. Tre di loro sono nati nello stesso piccolo comune astigiano.

Il Colle Don Bosco

La borgata dei Becchi oggi si chiama Colle Don Bosco ed è il cuore delle visite. Sul luogo della cascina natale sorge la basilica, formata da due chiese sovrapposte: la prima pietra fu posata nel 1961, la chiesa inferiore fu aperta al culto nel 1965 e quella superiore consacrata nel 1984. Dal 2010 è basilica minore, e nel 1988 ha ricevuto la visita di papa Giovanni Paolo II.

A pochi passi c'è la casetta dei Becchi, dove la famiglia si trasferì dopo la morte del padre e dove Giovanni visse fino ai sedici anni: vi si visita anche la stanza legata al sogno che, secondo il racconto del santo, fece a nove anni. Accanto sorgono la casa del fratello Giuseppe, con la cappella benedetta da Don Bosco nel 1848, il Museo della civiltà contadina dell'Ottocento, con oltre settecento oggetti della vita nei campi, e il Museo etnologico missionario.

Mondonio e i luoghi di Domenico Savio

A Mondonio si visita la casa dove Domenico Savio trascorse gli ultimi giorni. Per chi vuole seguire le sue tracce, il percorso tocca Morialdo, dove avvenne l'incontro con Don Bosco, e Mondonio, che fino al 1929 era un comune autonomo.

Da sapere: il Colle è un santuario attivo, meta di pellegrinaggi. Durante le celebrazioni si visita in silenzio e con un abbigliamento adeguato; le informazioni aggiornate per la visita sono sul sito ufficiale del Colle Don Bosco.

Come organizzare la giornata

Castelnuovo Don Bosco è a circa 27 km dalla struttura, poco più di mezz'ora d'auto; il Colle a circa 31 km, una quarantina di minuti. Conviene arrivare al mattino, visitare la basilica e la casetta, e dedicare il pomeriggio ai musei o a Mondonio.

Chi ha ancora tempo può aggiungere l'Abbazia di Vezzolano, sulle colline di Albugnano, raccontata nell'articolo su Vezzolano e le chiese romaniche.

Santuari e romanico in un giorno

Il Colle Don Bosco è a 40 minuti dalla tenuta e Vezzolano a 44: una giornata tra santuari e chiese romaniche, con rientro la sera negli appartamenti di Tenuta Beatrice.