Nelle guide e nei siti turistici del Piemonte meridionale ricorre spesso la stessa dicitura: patrimonio dell'umanità UNESCO. Si riferisce ai «Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato», un sito iscritto nel 2014 che riguarda in parte anche le colline intorno ad Asti. Che cosa tutela davvero, dove si trova e come si legge sul terreno.

Un paesaggio iscritto nel 2014

Il riconoscimento è arrivato il 22 giugno 2014, durante la 38ª sessione del Comitato del patrimonio mondiale riunita a Doha, in Qatar. È stato il cinquantesimo sito italiano e il primo paesaggio culturale del vino in Italia.

A essere tutelato non è un singolo monumento, ma il rapporto tra le persone e il territorio. I criteri scelti dall'UNESCO sono due: il paesaggio come testimonianza di una tradizione del vino trasmessa e rinnovata dall'antichità a oggi, e come esempio di un'interazione tra comunità e ambiente durata circa due millenni. Nella motivazione si parla di colline coltivate seguendo antiche divisioni dei terreni, punteggiate da borghi, castelli, chiese romaniche, cascine, ciabot e cantine.

Le sei componenti del sito

Il sito è seriale, cioè formato da più aree distinte. Le componenti sono sei:

  • La Langa del Barolo
  • Il Castello di Grinzane Cavour
  • Le colline del Barbaresco
  • Nizza Monferrato e il Barbera
  • Canelli e l'Asti Spumante
  • Il Monferrato degli Infernot

Le aree centrali, la cosiddetta core zone, misurano 10.789 ettari in 29 comuni; intorno c'è una zona tampone di circa 76.000 ettari, divisa tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo. In tutto i comuni coinvolti sono 101.

Dove sta il Monferrato in questa mappa

Tre componenti su sei sono nel Monferrato. «Nizza Monferrato e il Barbera» comprende le colline di Nizza, Agliano, Castelnuovo Calcea, Mombercelli, Montegrosso d'Asti, Vaglio Serra e Vinchio, terra della Barbera raccontata nell'articolo su Barbera d'Asti e Grignolino. «Canelli e l'Asti Spumante» comprende Canelli, Calosso e Santo Stefano Belbo, con le cantine scavate nella collina. «Il Monferrato degli Infernot», in provincia di Alessandria, riunisce nove paesi tra cui Vignale e Cella Monte, noti per i piccoli locali scavati sotto le case nella Pietra da Cantoni.

Castell'Alfero resta fuori dal perimetro, sia dalla core zone sia dalla zona tampone. Il comune di Asti, invece, rientra almeno in parte nella zona tampone che circonda le prime cinque componenti, mentre Moncalvo, Grazzano Badoglio e Penango fanno parte di quella intorno al Monferrato degli Infernot. Dalla tenuta Nizza Monferrato è a circa 40 minuti d'auto e Canelli a poco più di 40, mentre Moncalvo e Asti sono a un quarto d'ora.

Da non confondere: anche il Sacro Monte di Crea, a una ventina di minuti dalla struttura, è patrimonio dell'umanità, ma per un altro sito: i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, iscritti nel 2003.

Come leggere il paesaggio

Girando tra le componenti del sito, alcuni elementi tornano di continuo, e conoscerli aiuta a guardare le colline con altri occhi.

  • Vigneti a girapoggio: i filari seguono le curve di livello della collina, una disposizione che limita le frane.
  • Piccoli appezzamenti: i vigneti sono divisi in parcelle che derivano dalla suddivisione medievale dei terreni, e questo spiega il disegno a mosaico dei versanti.
  • Ciabot: i casotti in mezzo alle vigne, usati come riparo, per sorvegliare la vendemmia di notte e per raccogliere l'acqua.
  • Borghi di altura: paesi in cima alle colline, riconoscibili da lontano per il profilo di castelli, chiese e torri che spuntano tra i filari.

Che cosa significa per chi visita

Il riconoscimento non è un parco recintato né un biglietto da pagare: i vigneti restano campi privati e coltivati, i paesi sono abitati e le strade aperte a tutti. Per la gestione del sito esiste un piano condiviso tra enti locali e istituzioni, seguito da un'associazione nata a questo scopo.

Per chi viaggia significa soprattutto sapere dove guardare. Il sito ufficiale dell'Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli descrive le componenti e i comuni coinvolti; da lì si può costruire un giro in auto che attraversi la core zone di Nizza e del Barbera, magari nelle settimane della vendemmia.

Tra due siti UNESCO

Dalla tenuta il Sacro Monte di Crea è a 22 minuti e le colline del Barbera intorno a Nizza a circa 40: Tenuta Beatrice è una base comoda per visitare entrambi i siti patrimonio dell'umanità.