La prima domenica di settembre Asti si ferma per il Palio. È una corsa di cavalli montati a pelo, senza sella, nella grande piazza Alfieri, ed è anche una festa che la città prepara per tutto l'anno, con riti che cominciano a maggio e un corteo storico di oltre mille figuranti. Da Tenuta Beatrice il centro di Asti è a circa 10 km, un quarto d'ora abbondante d'auto.

Una corsa con più di sette secoli

La prima notizia certa è del 1275. Il cronista astigiano Guglielmo Ventura racconta che quell'anno gli astigiani corsero il palio sotto le mura di Alba, la città nemica, per sfidarla, devastando intanto le sue vigne. Da allora la corsa ha cambiato data e forma molte volte, ma è sempre rimasta legata a san Secondo, patrono della città.

I drappi, infatti, sono due. Il primo viene offerto alla Collegiata di San Secondo a maggio, nei giorni della festa patronale; il secondo è il premio della corsa di settembre. Ognuno è fatto di un labaro dipinto con lo stemma della città e di una lunga striscia di velluto cremisi, misurata in rasi, un'antica unità piemontese di circa sessanta centimetri: sedici rasi per il palio della corsa, dieci per quello della chiesa.

A maggio, intorno al primo martedì del mese, le feste patronali aprono l'anno del Palio. Tre esperti di stoffe verificano i drappi, i rettori di rioni, borghi e comuni giurano davanti al sindaco, che indice ufficialmente la corsa di settembre. Pochi giorni dopo, in piazza Alfieri, gli sbandieratori delle ventuno fazioni si sfidano per il Paliotto, un drappo più piccolo.

Rioni, borghi e comuni

In gara ci sono ventuno contendenti: i rioni del centro storico, i borghi della città e alcuni comuni della provincia. Fra questi corrono di solito anche Castell'Alfero, il comune della tenuta, e Moncalvo. Nei giorni che precedono la corsa ogni fazione cerca di propiziarsi la fortuna con cene affollate, scongiuri e scherzi ai rivali.

La domenica del Palio

La giornata comincia al mattino, con la benedizione del cavallo e del fantino nelle parrocchie della città e l'esibizione degli sbandieratori in piazza San Secondo. Nel primo pomeriggio parte da piazza Cattedrale il corteo storico: circa 1.200 figuranti in costume medievale, divisi per rione, borgo e comune, ognuno con un tema storico diverso ogni anno. Lo apre il gruppo del Capitano del Palio, lo chiude il Carroccio scortato dagli armigeri.

Poi tocca ai cavalli. La pista allestita in piazza Alfieri è lunga 450 metri e ogni gara dura tre giri. Si corrono tre batterie da sette cavalli e una finale a nove. La partenza si dà al canapo, la grossa corda tesa sulla pista che il mossiere sgancia, e vince il cavallo che taglia per primo il traguardo, anche se nel frattempo ha perso il fantino.

I premi, compresa l'acciuga

Al primo va il palio. Gli altri premi conservano un tono antico e un po' beffardo:

  • al secondo, una borsa di monete d'argento;
  • al terzo, un paio di speroni d'argento;
  • al quarto, un gallo vivo;
  • al quinto, la coccarda;
  • all'ultimo, l'inchioda: un'acciuga sotto sale con l'insalata.

Come godersi la giornata

Per la corsa ci sono tribune a pagamento intorno alla piazza e un'area centrale, il parterre, con biglietto: le vendite le gestisce il Comune ed è bene muoversi per tempo. Il corteo, invece, si vede lungo le vie del centro, e conviene prendere posto con largo anticipo.

In quei giorni il centro è affollato e trovare parcheggio richiede tempo: meglio arrivare presto. Servono cappello, acqua e pazienza, perché a inizio settembre può fare ancora caldo. Chi vuole capire il Palio anche fuori dalla festa può visitare il museo dedicato, a Palazzo Mazzola, con l'archivio storico della città.

Date e programma: giorno, orari del corteo e biglietti si trovano ogni anno sulla pagina ufficiale del Palio di Asti.

Il giorno dopo, per chi resta qualche notte, la città torna tranquilla: è il momento giusto per il giro a piedi tra torri e chiese descritto in Asti in un giorno.

Il Palio a un quarto d'ora

A settembre Tenuta Beatrice è una base comoda per il Palio: si va in città per il corteo e la corsa, e la sera si torna lontano dalla folla, in collina.